NEVEGAL – VISENTIN

UNA GIORNATA DI TREKKING NELLE PREALPI BELLUNESI

Panorama della conca Bellunese

Ciao a tutti!!

Dopo i mesi di chiusura forzata, finalmente ci hanno lasciati liberi.. e così, come me, moltissime persone si sono messe in viaggio per respirare a pieni polmoni l’aria frizzante di montagna.

Proprio per questo, per evitare di rodermi il fegato per le “code da rientro” dovute al traffico, che, ahimè, quasi ogni domenica attanagliano il tratto dal Cadore a Vittorio Veneto, ho deciso di rimanere vicino casa e limitare al minimo lo spostamento in auto.

Sono quindi partita verso l’Alpe del Nevegal, nelle Prealpi Bellunesi.

Veduta del Lago Morto

Partenza della mia escursione, malga “La Casera”, a circa 1.400 mt, facilmente raggiungibile dal centro di Nevegal e ben segnalata.

Una volta parcheggiata l’auto nell’ampio parcheggio, si parte subito per il rifugio Col Visentin, seguendo le indicazioni per il rifugio e per il giardino botanico delle Alpi Orientali.

Una delle rampe iniziali

Come al solito, io non sono allenata e quindi il primo tratto, che ha degli strappi abbastanza ripidi mi risulta “difficile”, ma lentamente e con il mio passo tranquillo è fattibilissimo.

La fatica comunque è ripagata dal bellissimo paesaggio. Vediamo infatti il Lago di Santa Croce e la conca dell’Alpago.

Passata la malga Faverghera (mt. 1.611) il sentiero diventa molto più facile. Da li, in un attimo si raggiunge il rifugio ex Brigata Cadore. Qui si può optare se seguire la mulattiera o se prendere già il sentiero delle creste.

Uno scorcio della mulattiera

Noi , per l’andata abbiamo seguito la mulattera, fattibile anche in mountainbike, che non ha mai dislivelli elevati. E’ una mulattiera, quindi la passeggiata è fattibile anche con un buon passeggino o con bambini a piedi o nello zaino.

In 2 ore, da “La Casera” e con il mio passo tranquillo, si arriva al Rifugio Col Visentin – 5° Artiglieria Alpina (mt. 1.763), da cui si gode una vista a 360° sul Fadalto, Vittorio Veneto, l’Alpago, Dolomiti, ValBelluna… e se è limpido si scorge anche Venezia.

Rifugio Col Visentin

Finita la pausa birretta – d’obbligo per il reintegro dei sali minerali 😉 – riprendiamo la via del ritorno, scegliendo il sentiero delle creste.

Molto suggestivo, ma dissestato, è adatto solo per il trekking, da evitare quindi per mountainbike e passeggini, anche perchè in certi tratti è piuttosto stretto, ma sempre in sicurezza.

Un pezzo del sentiero delle creste

Il sentiero è tutto in pieno sole, ma regala panorami mozzafiato! Dal Col Visentin, si raggiunge nuovamente il Rifugio ex Brigata Cadore, passando appunto per il sentiero delle creste, e quindi si segue nuovamente la via dell’andata per tornare alla malga “La Casera”.

Qualche consiglio. Andateci al mattino, presto, perchè poi il sole picchia, specialmente in questa stagione! – Abbiate sempre un abbigliamento e un equipaggiamento adeguato. – Portatevi dell’acqua, perchè, a parte i rifugi, non ci sono fontane!

Se volete qualche info, scrivetemi nei commenti!

Alla prossima!

VENEZIA

4 PASSI A VENEZIA, PRIMA DEL GRANDE RITORNO DEI TURISTI

Piazza San Marco vista dal canale della Giudecca

30 maggio. Ultima domenica prima dello sblocco delle regioni.

Andiamo a Venezia!!!!!!!!!!!!!!!!!!……….Idea brillante mi dico… così finalmente riuscirò a godermi una Venezia senza turisti e da Veneta pura..

Le ultime parole famose!! Meno gente è vero… ma mezzo Veneto era lì, a Venezia!!

Approfittando, quindi, della bella giornata e della compagnia degli amici ci siamo lanciati in questa avventura!!

Abbiamo raggiunto Venezia in auto, fino all’autorimessa comunale AVM, che con 26 euro ci ha permesso di lasciare la macchina parcheggiata tutto il giorno. In zona Tronchetto comunque i parcheggi non mancano (solo fate attenzione, i posti auto sono stretti e quindi qualche graffio alla macchina è sempre possibile e vi consiglio di prenotare, in modo da evitare lunghe code)

Ponte di Calatrava, visto dal parcheggio

Dal parcheggio, in qualche minuto si è al famosissimo ponte di Calatrava ed una volta attraversato si arriva praticamente davanti alla stazione dei treni Venezia Santa Lucia.

Di fronte alla stazione ci sono le biglietterie per i traghetti e per i tour organizzati.

Decidiamo di prendere il biglietto di Alilaguna, che con l’offerta di 10 euro a testa (a fronte dei 15 euro del prezzo pieno) per gli adulti (bambini gratis fino ai 5 anni) ci porta a fare un tour delle più famose isole Veneziane: Murano, Burano e Torcello. – Maggiori info sul sito di Alilaguna

Uno scorcio delle coloratissime case di Burano

Pro e contro del tour?

Pro: – in 4 ore abbiamo fatto il giro delle isole e ammirato una Venezia splendida dal Canale della Giudecca, praticamente senza barche. Abbiamo visitato il laboratorio di una bellissima vetreria a Murano. Il tour era guidato e quindi abbiamo scoperto qualcosa in più su quello che abbiamo visto.

Contro: Solo 40 minuti per isola.

Torcello

Per questa volta abbiamo fatto i turisti approfittando anche del prezzo basso del biglietto. Ma forse è meglio prendere il traghetto e raggiungere le isole che si vogliono visitare, in modo da non avere vincoli di orario.

Per il ritorno, abbiamo deciso di scendere nella bellissima Piazza San Marco per poter godere appieno della magnificenza di quella che è l’unica Piazza di tutta Venezia. E piccioni a parte, è stato davvero bello poterla vivere con pochissima gente.

La Bellissima Piazza San Marco

Una volta fatte le foto di rito alla Piazza, comincia il nostro Bacaro Tour verso l’auto.

Ponte dei Sospiri

Quindi, direzione Riva degli Schiavoni per la foto al Ponte dei Sospiri, si prosegue per Campo San Zaccaria e tappa (fissa quando vengo a Venezia) dal Bacaro Risorto, che fa delle polpettine e dei crostini al Baccalà mantecato stupefacenti!!

Bacarotour al Bacaro al Ravano

Ci spostiamo in direzione Ponte di Rialto e ci fermiamo da Aciugheta, dove, come dice il nome, i cicchetti sono in gran parte a base di acciughe.

Foto di rito al Ponte di Rialto e via verso il Bacaro al Ravano per un’altra tappa del Bacaro Tour.

Veduta dal ponte di Rialto

Poi ahimè, siamo tornati in zona Santa Lucia e quindi alla macchina.

Solitamente nelle tappe a Venezia non mancano mai la colazione da Majer, in ghetto, dove le colazioni sono ottime e il locale è pulitissimo e tappa fissa per cicchetti e ombretta all’osteria Do Spade. Da provare!!

Ovviamente cose da vedere e da vivere a Venezia ce ne sono tantissime. Questo è il resoconto di quella che è stata la mia giornata per festeggiare l’imminenza della fine del lookdown.

Se volete qualche info lasciate un commento!!

A presto!

PS: Nell’articolo ho inserito alcuni nomi di locali che vi consiglio in base alla mia esperienza, non è una collaborazione.

RIFUGIO AURONZO

Raggiungere le Tre Cime di Lavaredo a piedi dal fondovalle

Rifugio Auronzo con le Tre Cime di sfondo

Ciao a tutti!!

Vista la fine del lockdown e la possibilità di muoversi in regione senza nessun vincolo, per la prima uscita dopo mesi, ho scelto le Tre Cime di Lavaredo.

Sempre affollatissime e piene di turisti, grazie a questo blocco forzato ho potuto godere appieno della loro bellezza e della natura incontaminata che le circonda.

E così, ho deciso di affrontarne l’ascesa, a piedi ovviamente, sennò neanche bello!

Inizio della salitona….

Visto che il giro completo delle Cime, lo avevo fatto qualche tempo fa, ho trovato un sentiero per raggiungere il rifugio Auronzo e per godere delle cime dalla parte Sud.

Passato il Lago di Misurina, si deve proseguire in direzione Tre Cime, lasciando il Lago d’Antorno sulla destra, fino alla sbarra del pedaggio. Si può lasciare li la macchina e dal punto di pedaggio parte l’avvicinamento 101, il sentiero che porta verso il Rifugio Auronzo. Il consiglio è quello di arrivare al mattino presto, in modo da trovare parcheggio e soprattutto trovare poca gente!!!

La prima parte del sentiero è una passeggiata, in lieve salita e falsopiano con degli scorci bellissimi e con una vegetazione rigogliosa! Il sentiero è ricco di ruscelli, di piante di pino mugo e di abeti.

Prima parte del sentiero

Poi però la strada comincia a salire e il sentiero si fa difficile. Domenica, quando ci sono stata, ahimè c’erano anche dei residui di neve e ghiaccio e quindi con passaggi davvero complicati.

Dopo una scarpinata di circa 3 ore, si arriva alla cima, e lo spettacolo è meraviglioso. Dal rifugio Auronzo si gode di una bellissima vista sulle Tre Cime, sui Cadini di Misurina, sulla Croda dei Toni, sul Cristallo e sulla Val d’Ansiei.

Una delle tante cascate che si trovano sul sentiero

C’è però qualche consiglio che voglio darvi.

Cercate di essere un minimo allenati perchè il sentiero ha dei tratti che sono davvero difficili.

Il periodo migliore credo sia da giugno ad ottobre, così siete sicuri di non trovare neve e ghiaccio durante il tragitto, anche se sicuramente troverete tanta più gente.

Abbiate un minimo di abbigliamento tecnico che può davvero fare la differenza…. e non dimenticate un antivento, che diventa indispensabile in certi tratti e soprattutto in quota (si arriva ai 2300 metri circa quindi l’aria c’è)

Uno degli scorci visibili durante il cammino

Il giro è bellissimo e vi consiglio davvero di farlo, ma con un pò di allenamento!!!

Se avete qualche domanda, lasciatemi un commento!!!

Un bacione e alla prossima!!!!

TRE CIME DI LAVAREDO

IL GIRO DELLE TRE CIME

Le maestose Tre Cime di Lavaredo

Ciao a tutti!!!!

Eccomi di nuovo per raccontarvi di una bellissima escursione fatta qualche tempo fa.

Sicuramente tutti conoscerete le Tre Cime di Lavaredo, le vette più iconiche delle Dolomiti e patrimonio UNESCO.

La maestosità con cui si ergono ritte verso il cielo non hanno eguali.

Le Tre Cime sorgono sul confine tra Auronzo di Cadore e Dobbiaco… sono quindi il confine tra Veneto e Trentino Alto Adige.

Già nella tarda metà del 1800 cominciarono le prime scalate e ancora oggi sono meta di pellegrinaggio per gli alpinisti.

Le Tre Cime di Lavaredo garantiscono la possibilità di vedere tutto quello che le Dolomiti possono offrire e cioè flora e fauna di tutte le specie, paesaggi idilliaci ma soprattutto una vasta gamma di colori!!! Data la tipologia di roccia, la dolomia, si possono ammirare colori bellissimi che spaziano dal bianco ghiaccio al grigio, dal rosa al rosso a seconda della luce e questi colori trasmettono incredibili.

Ecco quindi che vi racconto e vi spiego un po’ in che cosa consiste il giro delle Tre Cime.

Partiamo da casa di buon mattino, per evitare il solito ed ingombrante flusso di gente che in genere ammira le Tre Cime.

Passato il lago di Misurina, saliamo sulla strada asfaltata e a pedaggio che ci porta al Rifugio Auronzo dove c’è un gran piazzale in cui lasciare comodamente l’auto.

Si possono già ammirare le tre bellissime vette, perché il parcheggio è situato proprio alla loro base.

Imbocchiamo il sentiero sterrato indicato con il numero 101 che ci porta, sotto uno splendido sole, dall’altro lato delle Cime.

Poco dopo, con una camminata davvero facile arriviamo al Rifugio Lavaredo, dove è d’obbligo la pausa caffè per riprendersi dalla sveglia mattutina! Arrivati a questo punto di possono imboccare due sentieri differenti…… ma noi, volendo fare il giro, proseguiamo verso la Forcella Lavaredo, che si raggiunge agevolmente su un bel sentiero. Arrivati in cima alla Forcella Lavaredo, si possono ammirare in tutta la loro bellezza la Cima Grande, la Piccola e la Cima Ovest. Credetemi…. Vi innamorerete di questo paesaggio. In lontananza potrete anche vedere il Rifugio Locatelli.. la prossima meta!

Il rifugio Locatelli

Scendendo un po’, sempre comunque su un sentiero ben battuto, seguiamo le indicazioni fino al Rifugio Locatelli, dove ci fermiamo per una sosta rigenerante e per ammirare il paesaggio mozzafiato che ci si trova davanti.

Ripartiamo quindi seguendo il sentiero 105 verso Malga Lunga. Il paesaggio cambia leggermente perché si abbandonano le lunghe distese di ghiaia per trovare invece prati e laghetti di montagna.  Di strada si trovano anche le sorgenti del fiume Rienza!! Consiglio una sosta alla malga per provare lo yogurt con i frutti di bosco… il più buono mai assaggiato!!!… e se avete la possibilità di andare con calma e la giornata è bella calda, vi consiglio di mettere i piedi a bagno nei laghetti o nei torrentelli.. davvero rigenerante.

Da qui il sentiero prosegue sotto la Cima Ovest, riportandoci al punto di partenza, al piazzale del Rifugio Auronzo.

Tre Cime

È un’escursione tutto sommato semplice, senza grandi dislivelli e si può fare anche senza un grandissimo allenamento. Certo, è pur sempre una scarpinata di 4 orette abbondanti e questo è da tenere in considerazione. In più considerate che siete intorno ai 2500 metri, quindi vi consiglio di avere un abbigliamento adeguato, perché se il sole gioca a nascondino, le temperature non sono proprio miti!!

Spero di avervi invogliato a fare un pò di sano trekking in uno dei posti più belli delle Dolomiti.

Se avete qualche domanda scrivetemi qui nei commenti!!!

Un abbraccio e al prossimo viaggio!!!

IBIZA FUORI STAGIONE: IL MIO CONSIGLIO SE STATE VALUTANDO DI NOLEGGIARE L’AUTO OPPURE NO.

Questo articolo è stato scritto da Fabiana, conosciuta su Instagram come @fabietmoi, nell’ambito del progetto promosso da Ele&Chris di InsolitoTramTravel per scoprire nuovi blog e nuove storie.

Ecco cosa ne pensa dei viaggi fuori stagione e in particolare ecco il suo consiglio se state pensando di partire fuori stagione per Ibiza.


IBIZA FUORI STAGIONE, UNA PERLA DA SCOPRIRE


La primavera di solito porta consiglio, così come quando scopri all’improvviso di avere una settimana di ferie che non avevi programmato. Era una giornata quasi triste di maggio, in ufficio faceva già molto caldo e guardando fuori dalla finestra pensavo che avrei avuto voglia di essere ovunque, tranne che lì dentro. La segretaria mi convoca: Fabiana, da domani siamo un po’ più scarichi, stai pure a casa ci rivediamo lunedì prossimo. Salita in metropolitana avevo già fatto collassare tre o quattro volte il sito di Ryanair, avevo già capito che sarei partita. Per dove, ma soprattutto con chi? Ho alzato il telefono e ho chiamato immediatamente la mia amica Federica, che al momento stava proprio vivendo in Spagna. “Fede, vediamoci in Spagna. Ryanair dice che per quella settimana la destinazione meno cara è..Ibiza!” “Ma Ibiza fuori stagione?” “Si, Ibiza fuori stagione” Non sto a dirvi che ancora oggi ricordo quella settimana come una delle più belle della mia vita: sole – tantissimo, a maggio – mare e tanta tantissima pace.


NOLEGGIARE L’AUTO AD IBIZA: SI O NO?

Mappa di Ibiza

Sin da subito, guardando la cartina dell’isola, ci siamo rese conto che l’offerta più conveniente per l’hotel per la nostra settimana, ci avrebbe portato alquanto lontano dalle calette più belle dell’isola. Quindi ci siamo dette: che fare? Noleggiare sì o no l’auto? Ma soprattutto, quanto ci sarebbe costato?

Ecco quindi la bellezza del viaggiare fuori stagione: i prezzi sono dimezzati e puoi concederti davvero qualsiasi sfizio. Abbiamo infatti provato a vedere cosa ci offriva direttamente la compagnia aerea, e Ryanair si è subito confermata eccezionale: un’auto, per due persone e per un’intera settimana ci sarebbe stata consegnata a soli 60€, che da dover ancora dividere in due, era una sciocchezza. Pensate al nostro arrivo, quando pensavamo di aver noleggiato una piccola utilitaria, la sorpresa di esserci trovati davanti una meravigliosa – manco a dirlo – Seat Ibiza!

Meno gente sull’isola, più scelta nel noleggiare l’auto, ovviamente! Dopo qualche giorno dal ritiro, per me non c’è stato alcun dubbio: ad Ibiza noleggiare la macchina serve eccome.

Abbiamo raggiunto grazie ad essa le più belle calette dell’isola, più o meno famose. Cala Comte, Cala Salada e Cala Tarida sono state tutte ad un passo e soprattutto fornitissime di parcheggi vicino alle spiaggie: quando avevamo voglia di cambiare, semplicemente salivamo di nuovo in macchina e ci spostavamo ancora. L’ultima sorpresa è stata nel giorno della consegna: come previsto dal contratto, abbiamo dovuto fare il pieno all’auto prima di riconsegnarla.

Quindi cerchiamo il primo distributore a tiro – la macchina, essendo nuovissima, non ha consumato parecchio nonostante la usassimo tutti i giorni – per fare rifornimento. Facciamo il pieno, mancava quasi metà serbatoio: 17 euro! Ma come? Bene, nonostante Ibiza sia un’isola, e quindi i prezzi per la benzina dovrebbero essere più cari, ci accorgiamo che il prezzo al litro era di gran lunga al di sotto di quello medio italiano!

Siamo salite in macchina di nuovo e ci siamo dirette all’aeroporto con un po’ di malinconia: da lì non ho mai smesso di consigliare a tutti sia Ibiza che il noleggio dell’auto per godersela al meglio.

Se volete altri consigli, seguite Fabiana sul suo blog https://www.travelsandotherstories.com/

VACANZA IN MASO A CASTELROTTO – MOARLHOF

Entrata del Maso

Ciao a tutti!!

Nell’ultimo weekend che ho passato a Castelrotto, anzichè pernottare in un hotel come faccio di solito, ho voluto fare una prenotazione in un posto un pò insolito…. in un maso!!

Il corpo principale del maso

Piccolo inciso…. questo articolo non è in nessun modo sponsorizzato, ma mi sono trovata talmente bene che ve ne volevo parlare!

Il maso è una tipica residenza rurale altoatesina. Solitamente è formato dall’abitazione principale e da un fienile/stalla, compresi in un unico edificio oppure lontano uno dall’altra. La caratteristica principale è che in genere è attorniato da prati in cui vengono fatte pascolare le mucche prima di salire in alpeggio o che vengono falciati nella stagione estiva in modo da avere fieno per l’inverno. Ovviamente altra caratteristica del maso è avere l’orto. Insomma, una abitazione agricola con produzione a km 0!!

Quindi, decisa, spulciando su booking.com, ho trovato questa offerta di 2 notti con colazione al maso moarlhof di Castelrotto.

Già dalle foto sul sito avevo capito di aver fatto centro…

Giardino esterno

Qualche giorno prima di arrivare, gentilmente mi hanno mandato una mail con le informazioni superdettagliate per la strada da seguire per arrivare.

E proprio arrivare al maso è stata una cosa bellissima.. la strada è stretta e porta ad una piccolissima frazione di Castelrotto, che è Tisana. Da li, si segue per Tagusa, tra boschi e prati verdi (la sera abbiamo trovato cervi, caprioli e scoiattoli lungo la strada). In poco si arriva al bivio per il maso, che é ben segnalato. Vi troverete davanti un immenso prato verde con il maso dolcemente appoggiato sopra!

Dettaglio

Iilse la padrona di casa ci ha accolti di persona. Ci ha subito fatto vedere le stanze e tutto il complesso abitativo. Si vede che é stato ristrutturato da poco e profuma ancora di nuovo. La cura è la pulizia si vedono già dall’entrata.

La hall

Dispongono di una hall, della stube dove si fanno le colazioni, di un garage sotterraneo, di un deposito per sci e scarponi e di una sala giochi per bambini (si dai, non solo per bambini) davvero bellissima. Il tutto nuovissimo, pulitissimo e in legno.

La camera, bellissima, profumata dal legno di cirmolo dell’arredamento è stata molto rilassante. Il letto a baldacchino e la tv a scomparsa sono una chicca che per essere in un maso non era scontata.

La nostra camera

Altra peculiarità che davvero ha attirato la mia attenzione è l’armadietto fuori dalle camere e dagli appartamenti in cui riporre le scarpe (sono chiusi a chiave ovviamente), in modo da entrare nelle camere solo con le pantofole ed evitare di sporcare o rovinare il pavimento.

Insomma, un posto davvero idilliaco di cui ci siamo innamorati!

Merita una menzione la colazione. Frutta fresca dai loro frutteti, marmellate fatte in casa, uova a km 0 che sono uno spettacolo e pane fatto dalla loro figlia che si è rivelato essere il più buon pane mangiato in Alto Adige!!

Stanno ancora facendo dei lavori di ampliamento, quindi sicuramente diventerà ancora più spettacolare di quanto non sia già!

E’ una vacanza da provare, per staccare la spina e immergersi nella natura e nella pace che questa zona può donare!

E poi Ilse è davvero fantastica!!

I cavalli che danno il benvenuto all’entrata!

Voi ci siete mai stati in un maso?? Vi è piaciuto? Raccontatemi la vostra esperienza e chiedetemi qualsiasi informazione sulla mia vacanza!!

Un abbraccio e al prossimo viaggio!

ALPE MARINZEN (CASTELROTTO)

Il rifugio Marinzenhütte

Ciao a tutti!!!

Eccomi di nuovo per raccontarvi di una escursione che ho fatto all’Alpe Marinzen!!!

Premetto che per quanto mi piaccia la montagna, non riuscirò mai a farmi piacere seggiovie e funivie. Ma Castelrotto, in centro ne esiste una davvero interessante.

Seggiovia

Nell’attesa della festa della transumanza che volevamo assolutamente vedere, ho deciso di andare a fare una escursione breve ma che si é rivelata davvero carina. Così, il mio istinto, mi ha portato a salire su una seggiovia verso l’Alpe Marinzen.

Dal centro di Castelrotto, parte, appunto, la seggiovia verso il Marinzenhütte. In un quarto d’ora circa e con 8 euro a testa (solo andata) si arriva in cima, a circa 1490 metri, ai piedi del monte Bullaccia.

Il Marinzenhütte é un attrezzatissimo rifugio. Troverete bar, ristorante, un parco giochi e una schiera di capre pronte ad accogliervi. Il posto é davvero idilliaco con un bellissimo paesaggio che fa da contorno.

Le capre che popolano il Marinzen

Il Marinzenhütte, oltre che a offrire divertimenti per i bimbi, musica dal vivo in determinati giorni della settimana e una accoglienza con il sorriso, é la base di partenza perfetta per numerose escursioni, piú o meno facili.

Da qui infatti partono diversi sentieri verso il monte Bullaccia, verso Compaccio e verso l’Alpe di Siusi. Insomma, un vero e proprio paradiso per gli escursionisti.

Sentiero numero 11ª- vista su Siusi

Dopo un caffè per darci la carica, decidiamo di scendere a valle seguendo il sentiero per raggiungere il centro del paese. Dal Marinzenhütte si prende quindi il sentiero numero 11A, che scollina un pò, fino all’intersezione con il sentiero numero 4 che porta in paese. Si passa attraverso un bosco di abeti profumatissimi e pascoli verdeggianti con stupende viste panoramiche su Castelrotto. L’escursione non presenta grandi difficoltà e sinceramente con una buona attrezzatura possono farla anche gli escursionisti meno esperti.

Sentiero numero 4 – parte bosco

Il sentiero é ben segnalato e ben battuto. In un oretta circa si torna a valle, a Castelrotto e si arriva esattamente sul retro della stazione di partenza della seggiovia.

E’ una escursione che consiglio vivamente perchè davvero facile e con paesaggi stupendi.

Sicuramente se ci sarà l’occasione torneremo al Marinzenhütte e faremo qualche altra camminata perché siamo rimasti piacevolmente colpiti dal posto.

Voi che dite? Ci siete mai stati? Fatemi sapere la vostra opinione e se avete qualche domanda lasciate un commento qui sotto.

Un abbraccio e al prossimo viaggio!

CASTELROTTO – KASTELRUTH (BZ)

Veduta di Castelrotto dal sentiero per Marinzenhütte

Ciao a tutti!

Eccomi finalmente a raccontarvi di Castelrotto, in Alto Adige.

Comincio dicendovi che frequento l’Alto Adige praticamente da quando sono nata, perché i miei genitori ne sono innamorati. Amore folle che ovviamente mi hanno trasmesso. Ma non ero mai stata a Castelrotto…….Che errore imperdonabile!!!!!!!

Castelrotto è un bellissimo paese di montagna, appoggiato dolcemente su pascoli verdissimi e tra boschi di abeti profumati. Si capisce di essere arrivati a Castelrotto quando si vede un alto campanile spiccare verso il cielo.

Scorcio sul campanile di Castelrotto

Il centro non è molto grande essendo il classico paese di montagna, ma il comune è molto esteso. Gran parte dell’Alpe di Siusi (il più grande altipiano d’Europa), infatti, fa parte del territorio di Castelrotto.

Castelrotto

Arrivando da Ortisei, come abbiamo fatto noi, si riesce ad ammirare il paese in tutta la sua bellezza!

A meno che non abbiate l’hotel con parcheggio, vi consiglio di lasciare l’auto nella rimessa sotterranea a pagamento in Via Oswald Von Wolkenstein. Un pò caro ma avete la macchina al coperto e siete praticamente in centro.

Via del centro

Potete quindi farvi una bella passeggiata, ed ammirare l’architettura di questo magico paese.

Il suo maestoso campanile, con un’altezza di 88 metri è il terzo più alto del Südtirol ed è il più alto dell’area dello Sciliar. Si dice che abbia le campane più belle di tutti i dintorni. Un’altra particolarità è che il campanile è staccato dalla chiesa; cosa abbastanza insolita per l’Alto Adige.

Il campanile che svetta su tutto

Castelrotto, oltre al campanile che per me è l’attrazione principale, ha numerosi altri luoghi di interesse che meritano di essere visti come per esempio le diverse abitazioni con facciate affrescate.

Esempio di edificio affrescato

E poi, onestamente, vi consiglio di girare senza una meta precisa per le viuzze del centro e di respirare a pieni polmoni l’aria pura e frizzante. Godetevi il silenzio che si ascolta in questo paesino e ammirate i fiori che decorano la fontana al centro del paese.

Fontana della piazza centrale

Vivete Castelrotto in modo slow!

E fermatevi a fare aperitivo bevendo un calice di vino al Bar Lamm, in Piazza Kraus, ammirando dal basso tutta la maestosità del campanile e la bellezza della piazza centrale.

Campanile dal basso

Un’altra cosa bella di Castelrotto è l’attaccamento alle tradizioni. Non è raro imbattersi in abitanti del luogo vestiti con i loro abiti tipici e sentire in sottofondo musica folkloristica.

I famosi “Kastelruther Spatzen”, uno dei gruppi di maggior successo per la musica popolare nelle aree di lingua tedesca, sono originari proprio di Castelrotto (il nome significa “i passerotti di Castelrotto”) e due volte all’anno si esibiscono nel paese natale per accontentare tutti i fans di casa. I castelrottesi sono così orgogliosi di loro, che in una delle aiuole cittadine c’è una sorta di monumento a loro dedicata!!

Omaggio ai Kastelruther Spatzen

Noi Castelrotto lo abbiamo vissuto in autunno, una stagione “calma” dal punto di vista turistico, ma credo sia comunque una meta adatta ad ogni stagione.

E’ il blocco di partenza ideale per numerosissime escursioni a piedi o in bici.Nel prossimo articolo del blog, vi parlerò di alcune escursioni che si possono fare partendo da qui!

Infine vi voglio lasciare un consiglio su dove mangiare…. noi abbiamo provato per cena il Restaurant Saalstuben, sempre in centro, vicino al parcheggio sotterraneo. Ottimi piatti della tradizione locale, preparati con cura e davvero ottimi. Vi consiglio i canederli in brodo, davvero buoni.

Cena tipica

Castelrotto è un paese che mi è rimasto nel cuore e nell’anima e presto ci torneremo.

Se volete condividere con me le vostre esperienze, darmi qualche informazione o se avete qualsiasi cosa da chiedermi, lasciatemi un commento!!

Un abbraccio e al prossimo viaggio!

SAURIS-ZAHRE (UD)

Lago di Sauris

Ciao a tutti!!

Avete presente quel bisogno di staccare la spina da tutto e da tutti?

Quella voglia matta di isolarvi e di passare momenti di puro relax?

Una delle mete che oggi vi consiglio è SAURIS.

Mi hanno regalato, qualche tempo fa, uno Smartbox per una notte e, dato che Sauris non è poi così lontano da casa, ho deciso di usufruirne qui.

Per me e Matteo, Sauris, è una meta imprescindibile, una sorta di pellegrinaggio che facciamo ogni anno per ammirare il verde che circonda queste montagne e assaporare i prodotti tipici che, credetemi, qui sono speciali!!

Per chi non lo sapesse, Sauris, si trova in Carnia, nel Friuli Venezia Giulia. E sempre per chi non lo sapesse o fosse dubbioso, assicuro che non è vero che a Sauris non c’è nulla da fare.

Ma andiamo per ordine: Sauris, si compone di 2 frazioni principali: Sauris di Sotto e Sauris di Sopra e di altri 3 borghi più piccoli: Lateis, La Maina e Velt. Sauris in pratica è una cittadina diffusa, ed è il comune più alto del Fruli. Si trova infatti ad una altitudine di circa 1400 mt.

Frazioni di Sauris

La caratteristica principale di questi borghi sono le abitazioni. Sono tutte (o quasi) strutturate su due piani, con quello inferiore in pietra e quello superiore in legno, creato con una tecnica particolare ad incastro sugli angoli…. assolutamente da vedere!!!

Sauris di Sopra

Un’altra cosa bella è che andare a Sauris e stare tra i sauriani, fa si che sembri quasi di essere all’estero per la lingua che parlano tra di loro!!! Oltre all’Italiano e al Friulano, parlano una specie di dialetto tedesco, appunto la lingua saurana, che è davvero molto affascinante. Sauris infatti in saurano, si chiama ZAHRE.

Ma la cosa più bella è il paesaggio.

Vedere il lago di un turchese brillante.

Vedere il verde degli alberi e dei prati d’estate o i colori più caldi durante l’autunno.

Passeggiare per le viuzze dei borghi e vedere gli orti dei sauriani, qualcosa di meraviglioso.

Annusare le piante aromatiche e officinali che crescono in abbondanza da queste parti.

Vedere le pile di legna preparate per l’inverno.

Respirare a pieni polmoni l’odore del fieno.

Assaporare una bella birra fresca e un tagliere di prosciutto con lo sguardo perso verso le montagne.

Respirare l’aria frizzante di montagna.

Questa per noi è Sauris.. questo per noi è il relax.

Ma di Sauris io e Matteo, oltre che il paesaggio, amiamo follemente la gastronomia.

La ricotta affumicata, i formaggi affinati in malga, il prosciutto e lo speck affumicati con il legno di faggio e la birra sono alcuni dei prodotti tipici che si possono degustare qui e che credetemi… vale la pena assaggiare.

Prodotti tipici

Con l’occasione di questo mini weekend vi racconto un po’ cosa potete trovare a Sauris.

Tramonto a Sauris di Sopra

Per arrivare a Sauris ci sono diverse strade, dipende ovviamente da dove arrivate! Le nostre preferite e più praticate sono due. La strada che sale da Ampezzo che è strettina ed è piena di curve ma è molto, molto suggestiva e che prima di arrivare a Sauris passa attraverso delle gallerie scavate nella roccia e con il pavè al posto dell’asfalto.. L’altra strada invece è quella che arriva da Casera Razzo ed è stupenda. Si passa attraverso i pascoli e d’estate le mucche passeggiano beatamente sulla strada.

Strada Casera Razzo-Sauris
Galleria scavata nella roccia, strada Ampezzo-Sauris

A Sauris di Sotto, durante la bella stagione e soprattutto in occasione di “Sauris in Festa” è possibile fare una visita allo stabilimento del prosciuttificio Wolf. Potete poi acquistare i prodotti al punto vendita e degusarli a casa o sotto il tendone che hanno installato sul piazzale. Troverete prosciutti, speck, insaccati e tutta la loro produzione. Troverete inoltre prodotti da forno, succhi di mela della Carnia e la famosa Zahre bier.

Prosciuttificio Wolf

E se decidete di spostarvi a Sauris di Sopra, non potete perdervi una degustazione e una visita allo stabilimento della Zahre Beer. E’ un birrificio agricolo e uno dei primi ad utilizzare il malto di propria produzione. Al Bier Khelder, il loro locale potete trovare tutte le birre della produzione e potete anche acquistare bottiglie e fusti! Anche qui previa prenotazione e soprattutto d’estate potete visitare lo stabilimento. Da quando hanno aperto il Bier Khelder, che sia a pranzo, a cena o per una merenda ci fermiamo sempre qui perchè l’ambiente è davvero accogliente e i titolari sono simpaticissimi… oltre che ad avere una birra buonissima!!

Frico, affettati e birra al Bier Khelder

E poi qui avete l’imbarazzo della scelta in fatto di trekking ed escursioni! Potete salire al Monte Ruche, passeggiare su vecchie mulattiere, fare un tour delle malghe! E se poi dopo una bella camminata siete stanchi potete rifugiarvi in uno dei tanti centri wellness che sono sorti qui in questi ultimi anni!!

Dato che abitiamo poco distanti da qui (circa 2 orette di macchina) in genere facciamo gite in giornata. Questa volta abbiamo alloggiato all’Hotel Riglarhaus, nella frazione di Lateis. E’ un posto incontaminato, uno di quelli in cui di notte si vede solo la luce della luna e delle stelle e dove il silenzio è il rumore più assordante che c’è insieme a quello dei campanacci delle mucche.

L’hotel è un pò datato ma molto, molto pulito e nell’ampliamento che hanno fatto recentemente c’è un bel centro benessere, piccolo, ma con 2 saune, un bagno turco, docce emozionali, tisane e chaise longue per rilassarsi con una vista mozzafiato sul lago!

Zona wellness dell”hotel Riglarhaus

Se siete curiosi di scoprire qualcosa di più sulla cultura Sauriana, a Sauris di Sopra, in un vecchio fienile dall’architettura tipica, è ospitato il “Centro Etnografico Haus van der Zahre” che con molte immagini e manufatti illustra le caratteristiche culturali della comunità.

Se vi trovate li e avete bisogno di qualsiasi informazione, a Sauris di Sotto c’è l’ufficio turistico, pronto a consigliarvi e a consegnarvi mappe per il trekking.

Se volete qualche informazione o avete qualche altra curiosità non esitate a contattarmi lasciando un commento qui sotto!!

Un abbraccio e al prossimo viaggio!

BENVENUTI!

Ciao!


Benvenuti sul mio blog!


Qui potete trovare il racconto dei miei viaggi.


Troverete solamente le esperienze, le avventure, gli alloggi e i locali che davvero ho provato durante le mie vacanze e saranno commentate, ovviamente, secondo il mio giudizio.

Per farvi capire i contenuti, sappiate che sono una amante della buona cucina, mangio e bevo sempre tipico nei luoghi in cui vado e non disdegno MAI i consigli della gente del luogo su cosa fare e dove mangiare!!


Navigando per il blog leggerete sia le mie esperienze in Italia che quelle all’estero.

Mi auguro che i miei racconti possano essere uno spunto e un aiuto per le vostre prossime vacanze!


Buona lettura….. e se avete bisogno di info o semplicemente volete salutarmi scrivetemi un commento!


Buona lettura!