LANGHE – ROERO – MONFERRATO

Un mini on the road alla scoperta delle colline patrimonio UNESCO

Veduta dal belvedere di La Morra

Ciao a tutti!

Avete presente quel bisogno impellente di uscire e andarvene? Ecco, mio papà si sentiva esattamente così. Erano mesi che mi pregava di accompagnarlo in Piemonte a trovare i suoi amici alpini… e così, dopo vari rinvii a causa del Coronavirus siamo finalmente partiti alla volta delle Langhe.

In Piemonte ci ero già stata tempo fa, ma mai in questi territori.. e devo dire che me ne sono innamorata!!! Sia per i paesaggi, davvero da cartolina; ma anche per il cibo, il buon vino e per le splendide persone!!!

Veduta dalle mura di Barolo

La cosa bella di queste zone è la possibilità di fare un on the road. I paesi sono tutti mediamente piccolini e quindi facili e veloci da visitare. Noi abbiamo fatto base a Camo, per stare vicini agli amici del papà e devo dire che è stato un buon compromesso per riuscire a visitare la zona, senza fare mai troppi kilometri per spostarsi di paese in paese.

Ecco quindi i paesini che abbiamo visitato e che mi sento veramente di consigliarvi!!

  • ALBA

Alba, capitale della Nutella. Appena scesi dall’auto vi darà il il benvenuto un profumo assurdo di cioccolato. Alba infatti é famosa per la fabbrica della Ferrero, davvero vicinissima e che quindi profuma la città. Dopo un giro per le viuzze del centro (non é una città molto grande) che sapranno impressionarvi con vetrine ricolme di  tartufo e prodotti tipici, vi consiglio una visita alla Cattedrale di San Lorenzo, patrono della città. Arrivati in piazza Michele Ferrero, che ospita moltissimi bar, concedetevi una sosta per un aperitivo al punto vendita di Roberto Sarotto, in cui poi potrete anche acquistare!!. Il miglior posto per bere un calice di rosso ed immergersi definitivamente nel mood delle Langhe!!!

  • BARBARESCO

Barbaresco, minuscolo paese arroccato su una collina, ma famosissimo per il suo ottimo vino. Sono rimasta impressionata da questo borgo…. é davvero piccolo ma merita una visita, sia per il centro che per il bellissimo paesaggio che lo circonda!! E’ famoso soprattutto per la sede della rinomata cantina Gaja e per l’enoteca del barbaresco, quest’ultima, ospitata in una chiesa sconsacrata, offre una selezione infinita di vini del territorio e c’è, ovviamente, la possibilità di degustarli. Vi consiglio di salire sulla Torre di Barbaresco (cliccate sul link e controllate gli orari, noi, ahimè abbiamo trovato chiuso). Salirete su una brevissima ma ripida salita fino all’imbocco dell’ascensore in vetro, che vi porterà all’entrata e da cui potrete ammirare un bellissimo 360° sulle colline limitrofe. Al suo interno troverete la sala dei 5 sensi e potrete anche fare delle degustazioni. Finito il tour alla torre, fermatevi alla trattoria Antica Torre. Prodotti tipici, tanta gentilezza e cortesia e, soprattutto, prezzo nella norma.

  • NEIVE

 Neive, perla delle Langhe. Cittadina di origine medioevale conserva benissimo la struttura tipica dell’epoca. Neive é stato inserito nell’elenco dei borghi piú belli d’Italia.. e non senza motivo. Piazza Italia é il punto nevralgico della città e su cui si affacciano i palazzi piú belli. Seguendo le indicazioni vicine al palazzo comunale arriverete ad un punto panoramico, una sorta di belvedere sulla valle sottostante e sulle colline vicine. Vi consiglio la visita al castello di Neive, in cui potrete degustare ed acquistare vini e visitare anche le storiche cantine.

  • CAMO

Camo é un paesino posizionato su una collinetta, dalla cui piazza si puó ammirare la Valle Belbo. La nostra fortuna è aver avuto Piero, uno degli amici di mio papà, che per l’occasione ci ha fatto da cicerone per le vie di Camo. E’ un paese davvero piccolo, non ha nemmeno un panificio, per rendervi conto della dimensione. Eppure, se seguirete le indicazioni per arrivarci troverete scritto “museo a cielo aperto”. Inizialmente pensavo che si intendesse per il paesaggio che lo circonda, che é davvero meraviglioso, ma in realtà, se salirete la scalinata che vi porterà sulla sommità del colle, oltre ad ammirare la chiesa di San Pietro in Vincoli e il Palazzo Comunale, vi troverete al cospetto di numerosissime installazioni di opere di vari artisti. Ecco il perché del “museo a cielo aperto” . Quasi ogni opera è accompagnata da una targhetta con un QRcode da scansionare, in cui troverete informazioni sull’autore dell’opera e sull’opera stessa. E già che sarete saliti al palazzo comunale, potrete ammirare il museo del riciclo. L’idea è di una signora inglese, che innamorata dei bellissimi paesaggi si è trasferita a Camo con il marito. Il suo è uno spazio curato che raccoglie molti oggetti tipici del lavoro dei campi e della vita di campagna trasformati in complementi d’arredo molto originali, come per esempio un restrello trasformato in un porta tazzine o una vecchia tegola trasformata in lampada. Sul sito di Camo troverete tutte le info per una visita.

  • LA MORRA

La Morra, il paesino che piú mi ha colpito. Noterete che la strada che conduce alla sommità del colle su cui si erge La Morra, è meravigliosa. Bellissime sono le colline coltivate a vigna, di un ordine, di una pulizia e una precisione assurdi. Sulla curve che salgono dalla superstrada, troverete anche una delle Panchine Giganti del Big Bench Project. Il paese é di origine medioevale e questo si ritrova nelle strade acciottolate in salita. Arrivati, vi meriterete una visita alla enoteca comunale di La Morra, ubicata in un contesto meraviglioso e gestita da personale davvero preparato. Immancabile una seduta di eno-shopping!!! Ma spettacolare e che vi lascerà a bocca aperta è la piazza/belvedere. Si apre sulle colline circostanti e a perdita d’occhio avrete un mare di colline verdi. Occhio a dove metterete i piedi sul belvedere!! Sono infatti indicati, con delle incisioni sul lastricato, i nomi dei paesi che vedrete all’orizzonte (ognuno in corrispondenza del paese stesso). Le stradine del paese sono davvero bellissime e noterete che ci sono moltissime chiese e cappelle da visitare. Per gli appassionati, moltissimi sono i sentieri e i percorsi MTB da fare tra le vigne e le colline circostanti. Se invece siete appassionati di vino, dovrete assolutamente passare al negozio “Vicino di Vino“; troverete una quantità assurda di etichette provenienti da ogni dove (non solo piemontesi). Una vera chicca per gli appassionati.

  • BAROLO

Barolo, capitale dell’omonimo vino, rientra sempre nel territorio delle Langhe, patrimonio dell’umanità. Il centro nevralgico della cittadina é il castello, che con la sua imponenza sovrasta il borgo. Al castello si sale a piedi, tramite una stradina ciottolata non ripida. Al suo interno è ospitata l’Enoteca Regionale del Barolo e degli interni visitabili in cui si può vedere l’arredo dell’epoca, una biblioteca e un museo sul vino. Se sarete fortunati potrete assistere anche a delle mostre/esposizioni che a volte vengono organizzate. Da visitare anche il museo del cavatappi, ospitato in uno stabile ai piedi del castello!!! Passeggiare per le stradine di Barolo vi trasporterà in un’altra epoca.. vi farà sentire nobili!!! Ahimè, altro a Barolo non abbiamo potuto visitare… visto che era pieno di camioncini Rai e di turisti pronti per la gara ciclistica Gran Piemonte, di cui Barolo era sede di partenza.

  • BOSSOLASCO

Bossolasco, il paese delle rose. Così sarete accolti dal cartello all’inizio del paese e una volta addentrati per le sue viuzze ne capirete il motivo. Le rose crescono ovunque, anche dalle crepe dell’asfalto. Passeggiando per le viuzze, noterete che ogni casa ha una cura maniacale dei fiori che la addobbano. Vedrete alcune decorazioni sui muri delle case, panchine fantastiche, case di pietra curate nei minimi dettagli e fiori ovunque. Una meraviglia!!!!! Anche il paesaggio da qui merita notevolmente ed è differente rispetto alle altre zone.. qui infatti riuscirete a vedere anche delle colline non coltivate ma lasciate a bosco, Una volta arrivati alla piazza, di fronte alla chiesa noterete un bellissimo angelo..l’angelo dell’alta langa, una installazione contemporanea. E’ un paese che vi consiglio veramente di visitare… è magico!!

  • CANELLI

A mio gusto, tra tutte le cittadine della zona, Canelli è quella che mi è piaciuta di meno.. ma forse perchè è più moderna rispetto alle altre. Ma ovviamente, qualcosa di interessante c’è… e sono le cantine sotterranee, dette cattedrali. Sono delle cantine scavate fino 32 metri di profondità nel tufo. Sono dei veri e propri capolavori e consentono, viste le speciali conformazioni, un affinamento in bottiglia dello spumante ad una temperatura costante di 13-14°. Sono state anche inserite nella lista dei patrimoni Unesco. Sono 4 le visitabili, e tutti nomi di spicco: Gancia, Contratto, Coppo e Bosca. Ovviamente dovrete prenotare la visita online sui rispettivi siti. Io ahimè per mancanza di tempo non ho potuto visitarle, ma al prossimo giro ci tornerò di sicuro!!!

  • MANGO, SANTO STEFANO BELBO, NIZZA MONFERRATO

Questi sono altri tre paesini che siamo riusciti a visitare. Mango, piccolo paesino, sempre arroccato su di una collina, vi darà il benvenuto con il suo splendido castello. Purtroppo è visitabile solo all’esterno perchè è temporaneamente chiuso, così come è chiusa l’enoteca al suo interno. Santo Stefano Belbo è un paese più nuovo, situato in piana. E’ ricco di negozi e fulcro della vita sociale della zona. Molto importante però perchè ospita la casa natale di Cesare Pavese. Sul sito della Fondazione Cesare Pavese troverete tutte le info per le visite. Nizza Monferrato è stata una meta di passaggio per il ritorno a casa. Assolutamente da visitare il viale principale del centro, in cui i negozi, hanno ancora le insegne d’epoca appese.

Uva e vigna… vi accompagneranno per tutto il tour

Spero di avervi invogliato a visitare queste zone. Io sicuramente ci tornerò!!!

Fatemi sapere dei commenti se ci siete stati o se intendete andarci!!!

Se volete qualche informazione più esaustiva, contattatemi!!!

Alla prossima!!

GROTTE DEL CAGLIERON – PRO E CONTRO

Una delle prime cavità con la passerella

Ciao a tutti!!!

Le Grotte del Caglieron si trovano nel comune di Fregona (TV), a 4 passi da casa mia… e non le avevo ancora mai viste!!

Ultimamente, sulla stampa ma anche sui social mi sono imbattuta spesso in articoli sulla loro apertura e gestione e finalmente mi sono decisa ad andare a vederle.

Le grotte del Caglieron, sono opera dell’erosione dell’acqua, (del torrente Caglieron, appunto) che ne ha creato un capolavoro e opera dell’uomo, che estraeva la “piera dolza” e cioè l’arenaria, nel 1500 circa, per realizzare stipiti e architravi per i palazzi di Vittorio Veneto e dintorni.

In queste cavità, si riesce a vedere la differenza tra quelle naturali e quelle che sono state invece scavate dalla natura.

La visita alle grotte è stimata in circa 1 oretta. Noi in quasi 40 minuti abbiamo fatto il giro, riuscendo anche a scattare qualche foto.

Il giro mi è piaciuto relativamente, sono sincera….ne sono rimasta un pò delusa. Ecco quindi la mia lista dei pro e dei contro per una eventuale visita alle grotte:

PRO

1 – PREZZO IRRISORIO

L’entrata costa 3,50 euro per gli adulti. Blogger, giornalisti, bambini fino ai 13 anni, portatori di handicap e residenti nel comune non pagano.

2 – QUALCOSA DI DIVERSO DAL SOLITO

Può essere una alternativa valida, per vedere qualcosa di diverso dal solito, soprattutto per i bambini, magari unendo una visita alla vicina Vittorio Veneto, facendo così una giornata diversa dal solito. Volendo ci sono diversi sentieri, quindi c’è anche la possibilità di fare del trekking.

3 – BORGO DELLO SCALPELLINO E MULINO

I mulini che ci sono e il Borgo dello Scalpellino, sono stati restaurati benissimo e meritano di essere visti. Nel borgo vengono anche organizzate delle visite guidate e c’è una bella fontana con acqua potabile.

4 – LA FORZA DELLA NATURA

C’è la possibilità di vedere quanto l’erosione dell’acqua agisca sul terreno che la circonda. Senza dubbio, le prime cavità sono le più belle da visitare proprio per vedere quanto la forza dell’acqua abbia lavorato… e poi, lo scrosciare dell’acqua è rilassantissimo.

CONTRO

1- PARCHEGGIO

Il parcheggio costa 2,50 euro all’ora nei pressi dell’ingresso, decisamente troppo!!!. Quando si riempiono, bisogna per forza di cose parcheggiare in altri, un pò più distanti oppure parcheggiare direttamente nei parcheggi a Fregona.

2 – MAL SEGNALATO

Durante la visita mi sono più volte chiesta che strada fare… e questo non è mai il massimo se un percorso deve essere predefinito. Buonissima la cartellonistica con la spiegazione delle varie cavità, ma secondo me da rivedere quella per il percorso.

3 – POCO CURATO

Sarà stato il cambio di gestione.. non lo so! Ma ho trovato piuttosto incolto il tragitto con erba alta sui lati dei sentieri e arbusti troppo alti sui punti panoramici, che a volte coprivano il paesaggio circostante

4 – TROPPA GENTE

Decisamente TROPPA gente. Non dico di contingentare gli accessi… ma di regolare un pò i flussi si. Sono andata ad orario apertura e già c’erano masse di gente urlante e con passo malfermo. Questo posto è bello se vissuto con i suoni della natura… ma con il vociare della gente non si riesce proprio!! Consiglio quindi una visita durante la settimana, magari è più vivibile.

5 – ORARI

Le grotte sono aperte dalle 10 alle 18 tutti i giorni. Chiudono in caso di allerta meteo sfavorevole. Personalmente, aprirei prima… così facendo si farebbe defluire un po di gente, che come me andrebbe al mattino presto….

Una parte del borgo dello scalpellino

Ecco, come potete vedere, ho trovato più contro che pro, ma ci tengo a precisare che ci sono stata il primo giorno di gestione della Pro Loco e quindi mi riservo di specificare che magari, dal giorno dopo della mia visita hanno cominciato a fare qualche lavoro.

Il percorso non è percorribile con i passeggini e attenzione all’uso degli zaini portabimbi perchè ci sono delle zone basse, in cui si può “sbattere” se non si è un pò attenti.

Uno dei mulini

Attenzione anche alla passerella in legno che è irregolare e con l’acqua diventa un pò scivolosa.

Meritano comunque una visita, tanto più se si è in zona!!

Prossimamente credo ci tornerò, in modo da verificare se avranno apportato qualche cambiamento.

Nel frattempo, se vi va, fatemi sapere se ci siete stati e le vostre impressioni qui nei commenti!!

Alla prossima!!!

MALLORCA – 10 MOTIVI PER SCEGLIERE QUESTA ISOLA

Cattedrale di Palma

Ciao a tutti!!

Oggi vorrei raccontarvi e darvi qualche consiglio per affrontare al meglio una vacanza nella bellissima Mallorca, l’isola più grande delle Baleari.

Mallorca è un’isola che accontenta tutti i gusti. Ho scelto di passarci le vacanze perché io sono alla continua ricerca di posti da scoprire, mentre Matteo di spiagge in cui riposare! E così, dopo vari approfondimenti Mallorca mi è sembrata la meta ideale per unire il mio e il suo ideale di vacanza.

Panoramica della spiaggia di Formentor

E infatti non ha assolutamente deluso le nostre aspettative, anzi, ci ha talmente colpiti che sicuramente torneremo.

Ecco quindi che passo ad elencarvi 10 buoni motivi per vivere delle grandiose vacanze, in una perla come Mallorca.

1 – PERSONE FANTASTICHE

Se per caso viaggiate da soli, Mallorca fa al caso vostro perchè non sarete MAI soli.

Noi abbiamo alloggiato in un pueblo dell’entroterra, poco turistico e molto caratteristico. Il risultato è che ci siamo sentiti quasi parte integrante della comunità. Feste in piazza in cui ballare, camerieri disponibili che oltre servirci facevano quattro chiacchiere e ci spiegavano gli usi del posto… e soprattutto il giovedì sera “tutti in piazza per el dia de la tapa”… in cui non abbiamo trovato posto a sedere per mangiare ma abbiamo fatto un sacco di nuove amicizie!!

Le vie di Binissalem vestite a festa e le persone beatamente in strada con cui colloquiare

Nelle spiagge più turistiche questo l’ho un pò perso sinceramente. Ma resta comunque il fatto che l’ospite è il benvenuto e soprattutto viene trattato benissimo!

2 – AVVENTURE

Le avventure in questa isola di certo non mancano! E non mi riferisco alle escursioni che si possono fare (e ce ne sono tantissime… grotte, escursioni in barca, ecc…) ma a vere e proprie avventure che si vivono girando sull’isola, soprattutto nei luoghi meno battuti dai turisti.

La classica strada di campagna con i muri a secco ai lati

Io, a volte, tendo a non ascoltare il navigatore e così ci siamo trovati in aperta campagna… le strade sono piuttosto strette, sterrate e con dei bei fossi ai lati. Beh, ci siamo ritrovati a dover aiutare una ragazza che era finita con l’auto nel fosso… non vi dico che fatica, ma anche che risate ci siamo fatti per poterla aiutare!!!

E avventure ce ne sono state ogni giorno… perchè a Mallorca, la cosa bella, sia a piedi nei paesi sia in auto in campagna, è perdersi. Solo così si possono scoprire posti meravigliosi

3 – MARE CRISTALLINO

Che ve lo dico a fare. Se avete visto una qualsiasi foto di Mallorca e delle sue coste vi sarete sicuramente resi conto della bellezza dell’acqua e delle spiagge.

I colori dell’acqua a Sa Fordada

Il mare l’ho trovato bello ovunque. Cristallino, pulissimo, mai troppo mosso e soprattutto caldo. Le spiagge sono molto varie; potete trovare sia quelle di sabbia che quelle di ciottoli. A voi la scelta.

Io per scegliere quelle che ho visitato mi sono affidata a Francesco di viveremaiorca.com (lo trovate anche su Instagram). Grazie a lui ne ho scoperte di bellissime e ho già la lista pronta per le prossime che andrò a visitare quando tornerò sull’isola.

4 – PAESI BELLISSIMI

Oltre alle spiagge che abbiamo avuto la possibilità di testare, siamo stati a visitare anche diversi paesi, sia dell’entroterra che della costa.

Una delle porte di Alcudia

Valdemossa, Sòller, Pollença, Alcudia, Artà sono solo alcuni dei paesi che abbiamo visto e che secondo me meritano una visita.

Soprattutto nella parte nord vi troverete a girare per le viuzze di questi paesi, senza mai essere travolti da ondate di turisti.

5 – ISOLA DA ESPLORARE

Avrete l’imbarazzo della scelta sulle attività da fare e sicuramente non mancheranno le escursioni. L’isola vi invita all’esplorazione sia dell’entroterra che delle varie callette. E’ un’isola infatti, in grado di offrire diverse alternative, dalla spiaggia all’escursionismo.

Escursione in barca che permette di vedere delle callette a volte irraggiungibili a piedi o con altri mezzi…

6 – TREKKING

Per gli amanti del trekking ci sono tantissime escursioni possibili, sia sulla Sierra de Tramuntana che per raggiungere alcune callette. A Mallorca ci sono montagne che arrivano ai 1.300 mt slm con natura incontaminata e paesaggi bellissimi. Non resta quindi che scegliere che sentiero affrontare e partire!

Montagna vista mare..

7 – MULINI A VENTO… FUORI DAL TEMPO

Se avete la possibilità di addentrarvi nell’entroterra, potrete ammirare le tantissime fincas con i mulini a vento, che vi porteranno indietro nel tempo. Alcune fincas e alcune bodegas, con il mulino a vento, sono visitabili.

Uno dei mulini a vento di Binissalem

8 – STORIA

Se siete amanti della storia siete sull’isola giusta. Potrete visitare diversi siti archeologici risalenti all’epoca romana, visitare città con cinte murarie ancora integre

Le rovine romane di Pollentia

9 – CIBO ECCELLENTE

Sono solita trovare le bettole più bettole, per provare i piatti tipici del luogo in cui mi trovo.. e lo stesso ho fatto qui!!!

A Binissalem, paesino in cui abbiamo alloggiato abbiamo avuto la fortuna di provare i piatti tipici in locali frequentati quasi esclusivamente dai mallorquini!!! Quindi cibo TOP!!

Pa amb oli – il piatto tipico Mallorquino in una delle sue varianti

Decisamente più turistico e poco tipico sulle coste e a Palma centro.

Consiglio spassionato: da provare la paella a Sa Fordada!!! Serve la prenotazione e si arriva solo via mare o a piedi.. ma la più buona paella di tutta la Spagna!!

10 – CANTINE

Nell’entroterra sono numerose le cantine che vi faranno fare il giro turistico della vigna con relativa degustazione! Una cosa da non perdere soprattutto perchè il vino è davvero buono e con sentori decisamente differenti da quelli italiani.. quindi da provare!!!!!

Il vigneto, circondato dal muro a secco, in una delle bodegas di Binissalem

Ecco quindi che a mio parere, queste sono le motivazioni principali per passare una vacanza indimenticabile a Mallorca!!!!

Se avete domande o volete qualche consiglio… commentate qui sotto!!!

Besos! E alla prossima!

Giulia

GIRO DELLA BULLACCIA

GIRO AD ANELLO IN UNO DEI PUNTI PIU’ PANORAMICI DELL’ALPE DI SIUSI

Il massiccio dello Sciliar

Ciao a tutti!!

L’Alpe di Siusi è il mio posto del cuore. Un posto in cui riesco a staccare la spina, lontano da tutto e da tutti.

Alpe di Siusi è sinonimo di natura. Stare in Alpe significa entrare a contatto con il silenzio assordante della natura, rotto solo dallo scrosciare dell’acqua e dai campanacci delle mucche al pascolo. Alpe è aria pulita, colori, sensazioni!!!

In Alpe,il più grande altopiano europeo, ci sono circa 450 km di sentieri, ideali per ogni tipo di escursionista, dai più facili, ai più difficili… quindi davvero l’imbarazzo della scelta!!

Sasso Lungo e Sasso Piatto

Quello che voglio raccontarvi oggi è il Giro della Bullaccia, un giro ad anello che vi consentirà di ammirare la Val Gardena e l’Alpe di Siusi dai punti più panoramici.

Noi siamo stati fortunati. Abbiamo trovato una giornata in cui gli escursionisti erano davvero pochi e quindi abbiamo potuto godere di tutte le sensazioni che l’Alpe sa offrire.

La vista dalla cabinovia

Base di partenza, è la stazione a valle della cabinovia, partente da Siusi. In genere saliamo sempre da qui perchè il parcheggio nei pressi della cabinovia è gratuito. Costo della corsa in cabinovia da Siusi alla stazione di Compaccio è di 18 euro andata e ritorno (biglietto intero – ci sono delle riduzioni per i bambini e per gli anziani e la possibilità di fare dei biglietti combinati con più corse)

Vi ricordo che l’accesso all’Alpe è regolamentato. La strada è chiusa al traffico dalle 09.00 alle 17.00 quindi resta accessibile solo mediante seggiovia.. o gran passeggiata!!!

Una volta arrivati a Compaccio (1.857 mt s.l.m.), dopo circa 15 minuti tra paesaggi incantati, comincia l’escursione.

Dalla stazione a monte di Compaccio in circa 5 minuti raggiungiamo la stazione a valle per la Bullaccia (il sentiero è segnalato e non si sbaglia!!). Da li in circa 5 minuti si sale fino al rifugio Puflatch a 2.100 mt s.l.m. (costo 7 euro solo andata per adulto).

Sulla cabinovia per la Bullaccia

Vi accoglierà uno splendido balcone da cui potrete ammirare il Sasso Piatto, Sasso Lungo e il comprensorio dello Sciliar.

Dal ristorante Puflatch si segue il sentiero “PU”. Il tratto è davvero panoramico e numerose saranno le soste per fotografare il bellissimo paesaggio a 360°.

In cammino….. toccando il cielo con un dito!

Il sentiero parte con una serie di saliscendi attraverso i pascoli su un sentiero ben battuto. Vi lascerete alle spalle il comprensorio dello Sciliar. Dopo un pò troverete il punto panoramico, secondo me più spettacolare, cui fermarvi a fare qualche foto, Flinn-Kreuz (2.130 mt s.l.m.), da cui potrete ammirare tutta la Val Gardena. Ammetto che sono rimasta a bocca aperta quando ho visto il panorama bellissimo che si è aperto davanti a me!

La Val Gardena vista dalla croce Flinn

Da questo punto il sentiero corre lungo il bordo dell’altopiano della Bullaccia e il sentiero si fa roccioso, leggermente in discesa. Si passano le Panche delle Streghe, dei gradini di roccia dove la leggenda narra si sedessero le streghe nel Medioevo e si prosegue fino alla croce Goller, da cui poter ammirare il paese di Castelrotto dall’alto.

Castelrotto visto dalla croce Goller

Proseguendo, sempre sul sentiero ghiaioso si arriva alla baita Arnika, dove poter ristorarsi e bere una Radler (fatta benissimo, garantisco).

Da qui, si sale nuovamente, sempre seguendo il sentiero e sempre con una splendida vista. Dopo un po di camminamento troverete il rifugio Dibaita.

Paesaggio lungo il sentiero

Arrivati al Dibaita, una ripida discesa vi riporterà a Compaccio (dietro l’hotel Alpina Dolomites) e quindi alla stazione a monte della cabinovia.

In circa 3 ore (senza contare le soste) il giro si completa.

Il percorso è molto bello e molto suggestivo e adatto più o meno a tutti, anche se ci vuole sempre un minimo di preparazione e l’abbigliamento adeguato.

Cavalli e mucche sono liberi al pascolo in quota..

Il giro che vi ho descritto è quello che ho scelto io, ma ci sono innumerevoli altre alternative con sentieri segnati benissimo e che possono variare di difficoltà. Vi consiglio quindi di consultare una mappa dei sentieri per creare l’itinerario che più si addice alle vostre caratteristiche.

Se decidete di intraprendere del trekking sulla Bullaccia, fatemi sapere cosa ne pensate, qui nei commenti!

Un abbraccio e alla prossima!!

VAL D’ANNA

Da Ortisei alla Val d’Anna – non trekking, ma una passeggiata rilassante.

Ciao a tutti!!

Se vi trovate ad Ortisei, oppure avete semplicemente voglia di fare una passeggiata poco impegnativa e rilassante vi consiglio questa escursione, che è adattissima da percorrere anche con passeggini (da trekking) o bimbi piccoli!!

Un tratto di sentiero

La sede di partenza è il centro di Ortisei. In genere utilizzo il “Garage Centrale”, parcheggio a 100 mt dal centro del paese,(12 €/giorno), così approfitto per fare una passeggiata lungo il viale principale di Ortisei, ma il alternativa potete lasciare l’auto al parcheggio della funivia per il Seceda (8 €/giorno).

Partendo dal centro del paese, dovete appunto seguire le indicazioni per la cabinovia per il Seceda. Dal viale principale, lasciandosi alle spalle il Caffè al Corso, si svolta a sinstra e si sale con la scala mobile fino alla stazione a valle della cabinovia Seceda.

Uscendo dalla galleria della scale mobili dovrete girare a destra per poi affrontare, sulla sinistra, dopo pochi passi un bellissimo ponte di legno ornato di fiori, che vi immetterà sul sentiero per la Val d’Anna.

Già passato il ponte comincerete a rilassarvi.

Vi accompagneranno durante tutto il tragitto il costante scrosciare dell’acqua del torrente, il profumo del bosco e del pino cembro, lo scricchiolare del terreno sotto gli scarponi… e qualche scoiattolo che correrà tra i rami dei numerosi alberi.

Il sentiero è ben battuto, in dolce salita e senza strappi e soprattutto in costante ombra, quindi adatto anche nelle giornate più calde.

Durante il tragitto incontrerete un percorso kneipp naturale, che utilizza l’acqua fresca del torrente (assolutamente da provare per rinvigorire la circolazione – soprattutto dopo giornate di camminate) , delle amache su cui riposarvi e soprattutto un parco giochi grandissimo per i più piccoli (…e non solo lo ammetto!!!)

L’arrivo è il ristorante Val d’Anna, che vi accoglierà con una marea di sdraie rosse in contrasto con il verde brillante dell’erba su cui si appoggiano.

il ristorante Val d’Anna

Vi consiglio di fermarvi per mangiare qualcosa e godere di questo splendido posto assolato.

La cucina è ottima, ogni piatto!!! Personalmente vi consiglio il tris di canederli, il tegame di uova patate e speck e soprattutto non può mancare lo strudel, che ovviamente, fanno loro in casa.

Una attenzione particolare è rivolta ai bambini. In mezzo al prato c’è una baita (il cui solo accesso è per le mamme, così recita il cartello) in cui cambiare i propri piccoli o scaldare il latte o le pappe. In più c’è una zona gioco.. letteralmente piena di giocattoli di ogni tipo!!

Le sdraie sono ad uso gratuito per i clienti.

Aperitivo a parte… la baita è lo spazio per le mamme dove cambiare i bimbi e scaldare le pappe

Ultimamente, io e mio marito abbiamo preso il vizio, di fare questa semplice camminata seguita da un pranzo fantastico l’ultimo giorno di soggiorno in Val Gardena, in modo poi da risalire presto in auto per tornare verso casa, senza essere troppo stanchi.

La passeggiata è semplice e adatta a tutti (ovvio che siete sempre in montagna, quindi NO agli infradito)

Le amache lungo il sentiero

Volendo utilizzare il ristorante Val d’Anna, non come meta finale, ma come tappa intermedia, il sentiero prosegue poi verso la stazione intermedia della funivia Seceda, passando per Costamurla, fino alla Malga Brogles con le Odle che fanno da panorama. (il dislivello è impegnativo).

Un’altra idea, che personalmente non ho ancora fatto, ma conto di fare presto è di salire al Seceda con la cabinovia e scendere, passando per le numerose malghe, fino a Val d’Anna, tenendo così questo bellissimo posto come meta finale di un giro senza dubbio appagante.

Spero di avervi invogliato a provare questa passeggiata.

Scrivetemi nei commenti se volte maggiori informazioni e fatemi sapere se raggiungerete anche voi questo posto magnifico!!

Alla prossima.

NEVEGAL – VISENTIN

UNA GIORNATA DI TREKKING NELLE PREALPI BELLUNESI

Panorama della conca Bellunese

Ciao a tutti!!

Dopo i mesi di chiusura forzata, finalmente ci hanno lasciati liberi.. e così, come me, moltissime persone si sono messe in viaggio per respirare a pieni polmoni l’aria frizzante di montagna.

Proprio per questo, per evitare di rodermi il fegato per le “code da rientro” dovute al traffico, che, ahimè, quasi ogni domenica attanagliano il tratto dal Cadore a Vittorio Veneto, ho deciso di rimanere vicino casa e limitare al minimo lo spostamento in auto.

Sono quindi partita verso l’Alpe del Nevegal, nelle Prealpi Bellunesi.

Veduta del Lago Morto

Partenza della mia escursione, malga “La Casera”, a circa 1.400 mt, facilmente raggiungibile dal centro di Nevegal e ben segnalata.

Una volta parcheggiata l’auto nell’ampio parcheggio, si parte subito per il rifugio Col Visentin, seguendo le indicazioni per il rifugio e per il giardino botanico delle Alpi Orientali.

Una delle rampe iniziali

Come al solito, io non sono allenata e quindi il primo tratto, che ha degli strappi abbastanza ripidi mi risulta “difficile”, ma lentamente e con il mio passo tranquillo è fattibilissimo.

La fatica comunque è ripagata dal bellissimo paesaggio. Vediamo infatti il Lago di Santa Croce e la conca dell’Alpago.

Passata la malga Faverghera (mt. 1.611) il sentiero diventa molto più facile. Da li, in un attimo si raggiunge il rifugio ex Brigata Cadore. Qui si può optare se seguire la mulattiera o se prendere già il sentiero delle creste.

Uno scorcio della mulattiera

Noi , per l’andata abbiamo seguito la mulattera, fattibile anche in mountainbike, che non ha mai dislivelli elevati. E’ una mulattiera, quindi la passeggiata è fattibile anche con un buon passeggino o con bambini a piedi o nello zaino.

In 2 ore, da “La Casera” e con il mio passo tranquillo, si arriva al Rifugio Col Visentin – 5° Artiglieria Alpina (mt. 1.763), da cui si gode una vista a 360° sul Fadalto, Vittorio Veneto, l’Alpago, Dolomiti, ValBelluna… e se è limpido si scorge anche Venezia.

Rifugio Col Visentin

Finita la pausa birretta – d’obbligo per il reintegro dei sali minerali 😉 – riprendiamo la via del ritorno, scegliendo il sentiero delle creste.

Molto suggestivo, ma dissestato, è adatto solo per il trekking, da evitare quindi per mountainbike e passeggini, anche perchè in certi tratti è piuttosto stretto, ma sempre in sicurezza.

Un pezzo del sentiero delle creste

Il sentiero è tutto in pieno sole, ma regala panorami mozzafiato! Dal Col Visentin, si raggiunge nuovamente il Rifugio ex Brigata Cadore, passando appunto per il sentiero delle creste, e quindi si segue nuovamente la via dell’andata per tornare alla malga “La Casera”.

Qualche consiglio. Andateci al mattino, presto, perchè poi il sole picchia, specialmente in questa stagione! – Abbiate sempre un abbigliamento e un equipaggiamento adeguato. – Portatevi dell’acqua, perchè, a parte i rifugi, non ci sono fontane!

Se volete qualche info, scrivetemi nei commenti!

Alla prossima!

VENEZIA

4 PASSI A VENEZIA, PRIMA DEL GRANDE RITORNO DEI TURISTI

Piazza San Marco vista dal canale della Giudecca

30 maggio. Ultima domenica prima dello sblocco delle regioni.

Andiamo a Venezia!!!!!!!!!!!!!!!!!!……….Idea brillante mi dico… così finalmente riuscirò a godermi una Venezia senza turisti e da Veneta pura..

Le ultime parole famose!! Meno gente è vero… ma mezzo Veneto era lì, a Venezia!!

Approfittando, quindi, della bella giornata e della compagnia degli amici ci siamo lanciati in questa avventura!!

Abbiamo raggiunto Venezia in auto, fino all’autorimessa comunale AVM, che con 26 euro ci ha permesso di lasciare la macchina parcheggiata tutto il giorno. In zona Tronchetto comunque i parcheggi non mancano (solo fate attenzione, i posti auto sono stretti e quindi qualche graffio alla macchina è sempre possibile e vi consiglio di prenotare, in modo da evitare lunghe code)

Ponte di Calatrava, visto dal parcheggio

Dal parcheggio, in qualche minuto si è al famosissimo ponte di Calatrava ed una volta attraversato si arriva praticamente davanti alla stazione dei treni Venezia Santa Lucia.

Di fronte alla stazione ci sono le biglietterie per i traghetti e per i tour organizzati.

Decidiamo di prendere il biglietto di Alilaguna, che con l’offerta di 10 euro a testa (a fronte dei 15 euro del prezzo pieno) per gli adulti (bambini gratis fino ai 5 anni) ci porta a fare un tour delle più famose isole Veneziane: Murano, Burano e Torcello. – Maggiori info sul sito di Alilaguna

Uno scorcio delle coloratissime case di Burano

Pro e contro del tour?

Pro: – in 4 ore abbiamo fatto il giro delle isole e ammirato una Venezia splendida dal Canale della Giudecca, praticamente senza barche. Abbiamo visitato il laboratorio di una bellissima vetreria a Murano. Il tour era guidato e quindi abbiamo scoperto qualcosa in più su quello che abbiamo visto.

Contro: Solo 40 minuti per isola.

Torcello

Per questa volta abbiamo fatto i turisti approfittando anche del prezzo basso del biglietto. Ma forse è meglio prendere il traghetto e raggiungere le isole che si vogliono visitare, in modo da non avere vincoli di orario.

Per il ritorno, abbiamo deciso di scendere nella bellissima Piazza San Marco per poter godere appieno della magnificenza di quella che è l’unica Piazza di tutta Venezia. E piccioni a parte, è stato davvero bello poterla vivere con pochissima gente.

La Bellissima Piazza San Marco

Una volta fatte le foto di rito alla Piazza, comincia il nostro Bacaro Tour verso l’auto.

Ponte dei Sospiri

Quindi, direzione Riva degli Schiavoni per la foto al Ponte dei Sospiri, si prosegue per Campo San Zaccaria e tappa (fissa quando vengo a Venezia) dal Bacaro Risorto, che fa delle polpettine e dei crostini al Baccalà mantecato stupefacenti!!

Bacarotour al Bacaro al Ravano

Ci spostiamo in direzione Ponte di Rialto e ci fermiamo da Aciugheta, dove, come dice il nome, i cicchetti sono in gran parte a base di acciughe.

Foto di rito al Ponte di Rialto e via verso il Bacaro al Ravano per un’altra tappa del Bacaro Tour.

Veduta dal ponte di Rialto

Poi ahimè, siamo tornati in zona Santa Lucia e quindi alla macchina.

Solitamente nelle tappe a Venezia non mancano mai la colazione da Majer, in ghetto, dove le colazioni sono ottime e il locale è pulitissimo e tappa fissa per cicchetti e ombretta all’osteria Do Spade. Da provare!!

Ovviamente cose da vedere e da vivere a Venezia ce ne sono tantissime. Questo è il resoconto di quella che è stata la mia giornata per festeggiare l’imminenza della fine del lookdown.

Se volete qualche info lasciate un commento!!

A presto!

PS: Nell’articolo ho inserito alcuni nomi di locali che vi consiglio in base alla mia esperienza, non è una collaborazione.

RIFUGIO AURONZO

Raggiungere le Tre Cime di Lavaredo a piedi dal fondovalle

Rifugio Auronzo con le Tre Cime di sfondo

Ciao a tutti!!

Vista la fine del lockdown e la possibilità di muoversi in regione senza nessun vincolo, per la prima uscita dopo mesi, ho scelto le Tre Cime di Lavaredo.

Sempre affollatissime e piene di turisti, grazie a questo blocco forzato ho potuto godere appieno della loro bellezza e della natura incontaminata che le circonda.

E così, ho deciso di affrontarne l’ascesa, a piedi ovviamente, sennò neanche bello!

Inizio della salitona….

Visto che il giro completo delle Cime, lo avevo fatto qualche tempo fa, ho trovato un sentiero per raggiungere il rifugio Auronzo e per godere delle cime dalla parte Sud.

Passato il Lago di Misurina, si deve proseguire in direzione Tre Cime, lasciando il Lago d’Antorno sulla destra, fino alla sbarra del pedaggio. Si può lasciare li la macchina e dal punto di pedaggio parte l’avvicinamento 101, il sentiero che porta verso il Rifugio Auronzo. Il consiglio è quello di arrivare al mattino presto, in modo da trovare parcheggio e soprattutto trovare poca gente!!!

La prima parte del sentiero è una passeggiata, in lieve salita e falsopiano con degli scorci bellissimi e con una vegetazione rigogliosa! Il sentiero è ricco di ruscelli, di piante di pino mugo e di abeti.

Prima parte del sentiero

Poi però la strada comincia a salire e il sentiero si fa difficile. Domenica, quando ci sono stata, ahimè c’erano anche dei residui di neve e ghiaccio e quindi con passaggi davvero complicati.

Dopo una scarpinata di circa 3 ore, si arriva alla cima, e lo spettacolo è meraviglioso. Dal rifugio Auronzo si gode di una bellissima vista sulle Tre Cime, sui Cadini di Misurina, sulla Croda dei Toni, sul Cristallo e sulla Val d’Ansiei.

Una delle tante cascate che si trovano sul sentiero

C’è però qualche consiglio che voglio darvi.

Cercate di essere un minimo allenati perchè il sentiero ha dei tratti che sono davvero difficili.

Il periodo migliore credo sia da giugno ad ottobre, così siete sicuri di non trovare neve e ghiaccio durante il tragitto, anche se sicuramente troverete tanta più gente.

Abbiate un minimo di abbigliamento tecnico che può davvero fare la differenza…. e non dimenticate un antivento, che diventa indispensabile in certi tratti e soprattutto in quota (si arriva ai 2300 metri circa quindi l’aria c’è)

Uno degli scorci visibili durante il cammino

Il giro è bellissimo e vi consiglio davvero di farlo, ma con un pò di allenamento!!!

Se avete qualche domanda, lasciatemi un commento!!!

Un bacione e alla prossima!!!!

TRE CIME DI LAVAREDO

IL GIRO DELLE TRE CIME

Le maestose Tre Cime di Lavaredo

Ciao a tutti!!!!

Eccomi di nuovo per raccontarvi di una bellissima escursione fatta qualche tempo fa.

Sicuramente tutti conoscerete le Tre Cime di Lavaredo, le vette più iconiche delle Dolomiti e patrimonio UNESCO.

La maestosità con cui si ergono ritte verso il cielo non hanno eguali.

Le Tre Cime sorgono sul confine tra Auronzo di Cadore e Dobbiaco… sono quindi il confine tra Veneto e Trentino Alto Adige.

Già nella tarda metà del 1800 cominciarono le prime scalate e ancora oggi sono meta di pellegrinaggio per gli alpinisti.

Le Tre Cime di Lavaredo garantiscono la possibilità di vedere tutto quello che le Dolomiti possono offrire e cioè flora e fauna di tutte le specie, paesaggi idilliaci ma soprattutto una vasta gamma di colori!!! Data la tipologia di roccia, la dolomia, si possono ammirare colori bellissimi che spaziano dal bianco ghiaccio al grigio, dal rosa al rosso a seconda della luce e questi colori trasmettono incredibili.

Ecco quindi che vi racconto e vi spiego un po’ in che cosa consiste il giro delle Tre Cime.

Partiamo da casa di buon mattino, per evitare il solito ed ingombrante flusso di gente che in genere ammira le Tre Cime.

Passato il lago di Misurina, saliamo sulla strada asfaltata e a pedaggio che ci porta al Rifugio Auronzo dove c’è un gran piazzale in cui lasciare comodamente l’auto.

Si possono già ammirare le tre bellissime vette, perché il parcheggio è situato proprio alla loro base.

Imbocchiamo il sentiero sterrato indicato con il numero 101 che ci porta, sotto uno splendido sole, dall’altro lato delle Cime.

Poco dopo, con una camminata davvero facile arriviamo al Rifugio Lavaredo, dove è d’obbligo la pausa caffè per riprendersi dalla sveglia mattutina! Arrivati a questo punto di possono imboccare due sentieri differenti…… ma noi, volendo fare il giro, proseguiamo verso la Forcella Lavaredo, che si raggiunge agevolmente su un bel sentiero. Arrivati in cima alla Forcella Lavaredo, si possono ammirare in tutta la loro bellezza la Cima Grande, la Piccola e la Cima Ovest. Credetemi…. Vi innamorerete di questo paesaggio. In lontananza potrete anche vedere il Rifugio Locatelli.. la prossima meta!

Il rifugio Locatelli

Scendendo un po’, sempre comunque su un sentiero ben battuto, seguiamo le indicazioni fino al Rifugio Locatelli, dove ci fermiamo per una sosta rigenerante e per ammirare il paesaggio mozzafiato che ci si trova davanti.

Ripartiamo quindi seguendo il sentiero 105 verso Malga Lunga. Il paesaggio cambia leggermente perché si abbandonano le lunghe distese di ghiaia per trovare invece prati e laghetti di montagna.  Di strada si trovano anche le sorgenti del fiume Rienza!! Consiglio una sosta alla malga per provare lo yogurt con i frutti di bosco… il più buono mai assaggiato!!!… e se avete la possibilità di andare con calma e la giornata è bella calda, vi consiglio di mettere i piedi a bagno nei laghetti o nei torrentelli.. davvero rigenerante.

Da qui il sentiero prosegue sotto la Cima Ovest, riportandoci al punto di partenza, al piazzale del Rifugio Auronzo.

Tre Cime

È un’escursione tutto sommato semplice, senza grandi dislivelli e si può fare anche senza un grandissimo allenamento. Certo, è pur sempre una scarpinata di 4 orette abbondanti e questo è da tenere in considerazione. In più considerate che siete intorno ai 2500 metri, quindi vi consiglio di avere un abbigliamento adeguato, perché se il sole gioca a nascondino, le temperature non sono proprio miti!!

Spero di avervi invogliato a fare un pò di sano trekking in uno dei posti più belli delle Dolomiti.

Se avete qualche domanda scrivetemi qui nei commenti!!!

Un abbraccio e al prossimo viaggio!!!

IBIZA FUORI STAGIONE: IL MIO CONSIGLIO SE STATE VALUTANDO DI NOLEGGIARE L’AUTO OPPURE NO.

Questo articolo è stato scritto da Fabiana, conosciuta su Instagram come @fabietmoi, nell’ambito del progetto promosso da Ele&Chris di InsolitoTramTravel per scoprire nuovi blog e nuove storie.

Ecco cosa ne pensa dei viaggi fuori stagione e in particolare ecco il suo consiglio se state pensando di partire fuori stagione per Ibiza.


IBIZA FUORI STAGIONE, UNA PERLA DA SCOPRIRE


La primavera di solito porta consiglio, così come quando scopri all’improvviso di avere una settimana di ferie che non avevi programmato. Era una giornata quasi triste di maggio, in ufficio faceva già molto caldo e guardando fuori dalla finestra pensavo che avrei avuto voglia di essere ovunque, tranne che lì dentro. La segretaria mi convoca: Fabiana, da domani siamo un po’ più scarichi, stai pure a casa ci rivediamo lunedì prossimo. Salita in metropolitana avevo già fatto collassare tre o quattro volte il sito di Ryanair, avevo già capito che sarei partita. Per dove, ma soprattutto con chi? Ho alzato il telefono e ho chiamato immediatamente la mia amica Federica, che al momento stava proprio vivendo in Spagna. “Fede, vediamoci in Spagna. Ryanair dice che per quella settimana la destinazione meno cara è..Ibiza!” “Ma Ibiza fuori stagione?” “Si, Ibiza fuori stagione” Non sto a dirvi che ancora oggi ricordo quella settimana come una delle più belle della mia vita: sole – tantissimo, a maggio – mare e tanta tantissima pace.


NOLEGGIARE L’AUTO AD IBIZA: SI O NO?

Mappa di Ibiza

Sin da subito, guardando la cartina dell’isola, ci siamo rese conto che l’offerta più conveniente per l’hotel per la nostra settimana, ci avrebbe portato alquanto lontano dalle calette più belle dell’isola. Quindi ci siamo dette: che fare? Noleggiare sì o no l’auto? Ma soprattutto, quanto ci sarebbe costato?

Ecco quindi la bellezza del viaggiare fuori stagione: i prezzi sono dimezzati e puoi concederti davvero qualsiasi sfizio. Abbiamo infatti provato a vedere cosa ci offriva direttamente la compagnia aerea, e Ryanair si è subito confermata eccezionale: un’auto, per due persone e per un’intera settimana ci sarebbe stata consegnata a soli 60€, che da dover ancora dividere in due, era una sciocchezza. Pensate al nostro arrivo, quando pensavamo di aver noleggiato una piccola utilitaria, la sorpresa di esserci trovati davanti una meravigliosa – manco a dirlo – Seat Ibiza!

Meno gente sull’isola, più scelta nel noleggiare l’auto, ovviamente! Dopo qualche giorno dal ritiro, per me non c’è stato alcun dubbio: ad Ibiza noleggiare la macchina serve eccome.

Abbiamo raggiunto grazie ad essa le più belle calette dell’isola, più o meno famose. Cala Comte, Cala Salada e Cala Tarida sono state tutte ad un passo e soprattutto fornitissime di parcheggi vicino alle spiaggie: quando avevamo voglia di cambiare, semplicemente salivamo di nuovo in macchina e ci spostavamo ancora. L’ultima sorpresa è stata nel giorno della consegna: come previsto dal contratto, abbiamo dovuto fare il pieno all’auto prima di riconsegnarla.

Quindi cerchiamo il primo distributore a tiro – la macchina, essendo nuovissima, non ha consumato parecchio nonostante la usassimo tutti i giorni – per fare rifornimento. Facciamo il pieno, mancava quasi metà serbatoio: 17 euro! Ma come? Bene, nonostante Ibiza sia un’isola, e quindi i prezzi per la benzina dovrebbero essere più cari, ci accorgiamo che il prezzo al litro era di gran lunga al di sotto di quello medio italiano!

Siamo salite in macchina di nuovo e ci siamo dirette all’aeroporto con un po’ di malinconia: da lì non ho mai smesso di consigliare a tutti sia Ibiza che il noleggio dell’auto per godersela al meglio.

Se volete altri consigli, seguite Fabiana sul suo blog https://www.travelsandotherstories.com/