VITTORIO VENETO – ANELLO ALLE SORGENTI DEL MESCHIO

Nella zona di Vittorio Veneto ci sono infinite possibilità a livello di escursioni. Dalle facilissime alle difficili, dalla camminata alla palestra di roccia. Insomma, davvero per tutti i gusti!!

Proprio su questa varietà di sentieri ho trovato un giro facile, ma che in primavera può regalare grandi, grandissime soddisfazioni.

Il verde dei prati, i colori dei fiori che sbocciano e soprattutto l’azzurro delle acque delle sorgenti del Meschio.

Una sorgente piccola, ma che merita di essere vista, per la varietà di colori che regala.

Le sorgenti del Meschio, in territorio comunale vittoriese, danno vita al fiume che scorre per la città e finisce la sua corsa tra le acque del Livenza. Per Vittorio Veneto ha segnato eventi funesti, ma è stato anche storicamente molto, molto importante.

IL FIUME MESCHIO

Il fiume Meschio esiste da secoli. Ma soprattutto a partire dal 1200 ha avuto un ruolo importantissimo per la realizzazione delle armi bianche. La temperatura costante, intorno ai 12°, delle acque del fiume, consentiva di dare una tempra unica alle spade, che diventarono ben presto molto rinomate in Europa e seconde solo alla produzione di quelle di Toledo. Insomma, un vanto!!!

Nel 1521, invece, un evento tragico. Una violenta esondazione che provoca danni a Serravalle. Dopo questo tragico evento, vengono realizzati, i così detti Meschietti, un’opera per dividere il corso del fiume in più rami in Città ed evitare nuove esondazioni.

E poi, con la Serenissima, l’importanza di avere l’acqua dolce. Infatti per un periodo il Meschio e le lavandaie Serravallesi, servivano la Serenissima, facendole il bucato!

Insomma. queste e tante altre storie che gravitano intorno al nostro fiume.

LE SORGENTI

Le sorgenti, sorgono ai piedi del Col Visentin , nella frazione di Savassa Alta, sempre a Vittorio Veneto.

L’acqua è di risorgiva, alimentata da una condotta che dal cuore della montagna sale in un bacino, chiamato “brent”. Questo “brent” non è grandissimo, ma la tonalità delle acque, tra l’azzurro ed il turchese, lo rende davvero magnifico. Dalla sorgente, parte un camminamento a passerella che passa sopra (e affianca) i vari canali artificiali, che servono l’acquedotto. Davvero suggestivo.

INFO TECNICHE PER LA PASSEGGIATA

L’anello misura circa 7 km

Dislivello totale 40 mt

Percorso: Facile, solo un lieve tratto in salita ma asfaltato. Prestare attenzione nei pressi delle sorgenti perchè le passerelle sono strette.

Tempo: 1,5 ore circa con passo tranquillo.

Sconsigliato l’uso del passeggino/carrozzina per il tratto delle passerelle e per la successiva discesa.

DA DOVE INIZIARE E DOVE PARCHEGGIARE

La base di partenza è la Val Lapisina, che è la parte nord di Vittorio Veneto e confina con la provincia di Belluno.

Precisamente, dovrete raggiungere la frazione di San Floriano.

Come per altre passeggiate che ho proposto, suggerisco di lasciare l’auto nel parcheggio dell’ex hotel Winckler in Via San Floriano, oppure nel parcheggio nei pressi della centrale dell’ENEL, appena dopo il distributore, in Via Negrisiola.

Se volete, è possibile anche solo visitare le sorgenti con un brevissimo tratto a piedi (circa 200 mt) lasciando l’auto nel posteggio gratuito in Loc. Savassa Alta, alla fine di Via Filzi (la strada è senza uscita)

IL GIRO AD ANELLO

Come detto, dovrete partire da Via San Floriano e passando il borgo di case, entrare nel bosco seguendo il sentiero 1047.

Dovrete passeggiare nel bosco, in un sentiero ben battuto e che vi porterà ad attraversare una azienda agricola, un borgo ed il cortile di qualche casa. La strada, dapprima sentiero e poi asfaltata vi farà arrivare fino alla diga sul Lago di Negrisiola, in Loc. Savassa. Non è segnalato ma la strada è molto intuitiva (quella c’è..).

Passati sopra la diga, proseguite in Via Prati di Savassa, fino allo stop, dove dovrete proseguire dritti sulla strada in salita che è Via del Gambero. Alla fine della salita, svoltate a destra in Via Savassa Alta e continuate sulla strada asfaltata.

Arriverete alla fine di Via Savassa Alta/Via Filzi (dopo essere passati anche sotto il viadotto dell’autostrada), dove troverete il posteggio per le auto di cui vi ho parlato prima.

Sembra che la strada muoia, ma invece, se ben guardate, all’inizio del borgo troverete l’indicazione per le sorgenti del Meschio.

Quindi passate attraverso tutto il borgo (passerete proprio nei cortili) e in breve sarete alle sorgenti. Riconoscerete soprattutto lo scrosciare dell’acqua!!

Qui avrete un sentiero guidato sulle passerelle che vi porterà direttamente al “brent”. il sentiero sulle passerelle è ben tenuto e soprattutto protetto, ma se siete con bambini assicuratevi che non vi sfuggano!!!

Una volta ammirato il bacino, tornate per un breve tratto a ritroso sulla passerella, fino a che non troverete un piccolo passaggio (segnalato come zona pic-nic), in modo da scendere ed ammirare il Meschio che corre tra le rocce, qui, che ha ancora carattere di torrentello.

Sarete in una zona simil paludosa, dove i prati a volte sono inzuppati di acqua. Avrete un bello spiazzo con qualche tavolo da pic-nic e dei ponticelli in legno sulle zone più annacquate.

Unico neo di questo posto? Il poco silenzio perchè a due passi c’è il casello dell’autostrada con il relativo rumore delle auto. Però sarete ricompensati dalla meraviglia della zona.

Da qui, proseguite sul sentiero verso la strada, passando sotto il viadotto autostradale e tornando in breve tempo sulla statale.

Avrete da percorrere un breve tratto di strada, fino ad arrivare nei pressi di un vecchio albergo. Li dovrete proseguire in leggera salita in Via delle Sorgenti, seguendo la strada asfaltata, passando tra fontane, case e muretti a secco.

In breve vedrete il retro della chiesa di San Floriano. Passate la diga, verso destra e sarete al Lago del Restrello, al cospetto della bellissima Torre di San Floriano, dove potete fermarvi per una sosta nei tavolini da pic-nic.

Proseguite lungo la stradina, ammirando il lago alla vostra sinistra, fino all’incrocio che porta alla centrale dell’Enel di Borgo Botteon.

Questa centrale in stile liberty, ancora funzionante, risale al 1925. Forse non sapete che qui, era stato realizzato il modello della diga del Vajont e delle valli circostanti, per vedere che impatto poteva avere una eventuale frana, nel bacino realizzato. Effetti che, ahimè, tutti conosciamo.

Dall’incrocio con Borgo Botteon, tenete la destra e tornate al punto di partenza seguendo la strada statale, che sempre costeggia il Lago del Restrello.

Un giro alternativo, sempre per ammirare le bellezze della nostra Val Lapisina.

Se farete il giro, o se avete bisogno di altre info, vi aspetto nei commenti!

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